Sahara: il governo italiano qualifica le dichiarazioni del suo presidente in Algeria !!

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la telefonata  di martedì tra il ministro degli Esteri italiano e il suo omologo marocchino arriva all’indomani delle osservazioni del presidente Sergio Mattarella sulla questione del Sahara occidentale durante una visita di Stato in Algeria ..

Le relazioni tra Marocco e Italia sono state tese nei giorni scorsi, a seguito della dichiarazione del suo presidente Sergio Mattarella sulla questione del Sahara occidentale durante la sua visita di Stato di due giorni in Algeria. Sabato, in un’intervista al quotidiano algerino El Moudjahid, riportata dall’Aps, il capo dello Stato italiano ha affermato che la soluzione del conflitto nel Sahara occidentale deve “tenere in debito conto i diritti del popolo saharawi”.

“Stiamo seguendo molto da vicino la questione del Sahara occidentale. Abbiamo sempre sostenuto con convinzione il ruolo svolto dalle Nazioni Unite e, al riguardo, abbiamo appreso con soddisfazione della nomina del diplomatico italo-svedese Staffan De Mistura a inviato personale del Segretario generale dell’Onu”, ha aggiunto. sostenuto. Sergio Mattarella ha espresso l’auspicio che l’“impegno” del nuovo inviato Onu “potrà contribuire, nonostante l’attuale situazione di tensione, a una ripresa del negoziato diretto tra le parti in vista di una soluzione equa e duratura della questione “.

“Il presidente Mattarella ha sottolineato, in questo contesto, che l’Italia sostiene “il ruolo dell’Algeria e il suo attaccamento al quadro Onu sul Sahara occidentale””, si conclude.

Le parole del capo dello Stato italiano sembrano aver irritato il Marocco. Lo dimostra la telefonata di martedì tra il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio e il suo omologo marocchino Nasser Bourita. A seguito di questo appello, è stato emesso un comunicato congiunto in cui la parte italiana “accoglie” gli sforzi “seri e credibili” compiuti dal Marocco nell’ambito delle Nazioni Unite per risolvere la questione del Sahara. Roma incoraggia anche “tutte le parti a continuare il loro impegno in uno spirito di realismo e compromesso”, continua la nota.

L’Algeria attende da mesi un cambio di posizione dalla Roma !!

“Durante questa intervista, il Sig. Di Maio ha fatto riferimento alla posizione dell’Italia sulla questione Sahara, così come espressa nella Dichiarazione sul Partenariato Strategico Multidimensionale, firmata il 1 novembre 2019 a Rabat, ribadendo il pieno sostegno italiano agli sforzi del Segretario Generale della l’Onu a proseguire il processo politico, in conformità con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare la risoluzione 2602 del 29 ottobre 2021″, aggiunge la stessa fonte.

Inoltre, i due paesi “hanno convenuto di accelerare l’attuazione del loro partenariato strategico multidimensionale”. “I due ministri hanno anche ribadito il loro grande interesse a mantenere e rafforzare il quadro giuridico che lega il Marocco all’Unione europea, essenziale per garantire la continuazione e la stabilità del loro partenariato strategico”, si legge nel comunicato.

L’Italia è nel mirino dell’Algeria dalla Dichiarazione del novembre 2019 tra Roma e Rabat. Uno strumento di cooperazione che mira a “mantenere un dialogo permanente e approfondito su tutti i settori di comune interesse, assicurare il coordinamento sulle questioni internazionali e regionali relative all’Africa e al Mediterraneo allargato e rafforzare il rapporto privilegiato tra il Marocco e l’UE e dargli un contenuti sempre più ambiziosi”.

Il ministro degli Esteri algerino, infatti, durante la sua partecipazione, lo scorso ottobre a Roma, al 3° incontro ministeriale Italia-Africa, ha voluto discutere con il suo omologo italiano la questione del Sahara occidentale. Inoltre, il dipartimento di Ramtane Lamamra aveva affermato con orgoglio, in un comunicato stampa, che “i colloqui tra le due parti si sono incentrati sull’attuale situazione della sicurezza nella regione del Sahelo-Sahariana e sulla questione del Sahara occidentale alla luce della ripresa. conflitto armato e il mancato avvio di un serio processo politico in vista di una soluzione giusta e permanente della decolonizzazione nel Sahara occidentale”.

Lo scorso dicembre, anche Sabri Boukadoum, allora capo della diplomazia algerina, si è recato a Roma per “discutere con il suo omologo (italiano) della questione Sahara e della crisi libica”.

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